Eva Ulian
 
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Il mio paese e dintorni

mural large

copia di fotos up to 2006 100

copia di father xmas

copia di horse

copia di children's theatre town hall

puppets pro loco

copia di children's theatre square

barbacue pro loco

copia di children's theatre bridge

lavandaia 1

flags4

copia di village 3

read full story in my blog

sold with horse

women in centre

soldiers in town

villagers enacting the 1917-18 year

white horse in centre

1915 plane

on their way to the refugee camp

row of soldiers

village mayor

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refugees in lane

dress procession

yellow

green black

red

dog

donkey in procession

flags 3

parish priest

flags on track high

the congregation

stretching out hands to say the our father

the children strew flowers

the procession proceeds to the main street

the children enjoy having to do their bit

22. the procession continues upwards

27. the children line on the steps

end

 

   SARMEDE – Il Paese delle Fiabe

                     ©Eva Ulian

art stall

 

Questa è la mia bancarella - ma non è un business.  Fa parte della esposizione artigianato artistico che avviene ogni anno alla Fiera del Teatro di Sarmede.  Di professione sono insegnante.  Da studente frequentai la scuola d’Arte di Walsall in Gran Bretagna, poi ottené il Teacher’s Certificate dalla Victoria School dal Università di Manchester, e laureata dal Università di Londra  in B.A.English.

 

 

Una delle cose che si nota entrando Sarmede è che i muri del centro siano tappezzati da affreschi che descrivano eventi di racconti fiabeschi.  

 

Tutto inizio con un pittore Stephan Zavrel che dall’Est venne ad abitare in Rugolo (una frazione di Sarmede in mezzo alle colline).  Di mestiere illustrava i racconti pubblicati nei libri per bambini e di conseguenza nel 1982 organizzo, assieme con la Pro-Loco di Sarmede, la prima Mostra internazionale d’illustrazione per l’infanzia allestita nella sala comunale.  La mostra diventò talmente importante che si è creato un comitato solo per gestirla.

 

Fu la Pro-Loco stessa, che consiste di un gruppo di volontari da Sarmede alla quale facevo parte anche io, a creare la Fiera del Teatro, un evento ideato dal nostro Presidente Danny Masutti ancora 20 anni fa.”

 

Durante il periodo della mostra che va da ottobre a dicembre, è allestito un capannone dietro la chiesa, dove sono ospitati gruppi di ragazzi da moltissime scuole per vedere compagnie d’attori teatrali rappresentare una storia in tema della Fiera del Teatro, che naturalmente cambia ogni anno.  Per esempio l’anno scorso, c’era l’Africa e quest’anno il lontano Oriente per tanto c’era un grande drago rosso che girava per le strade.  I ragazzi poi hanno intervalli dove usano i laboratori sparsi in tutto il centro per creare qualche articolo artigianale.   Ma, non è tutto!

 

Contemporaneamente alla Mostra internazionale d’illustrazione per l’infanzia, e la Fiera del Teatro ci sono due domeniche, cioè l’ultima domenica di novembre e la prima di dicembre dedicata completamente ai bambini.  In quelle domeniche, Sarmede davvero si trasforma in un paese delle fiabe come viene adesso giustamente chiamato.  Le strade intorno al centro di Sarmede vengono bloccate e si può raggiungere al centro solo tramite una navetta (bus) e poi a piedi fino al centro dove ci sono spettacoli, laboratori, e bancarelle esclusivamente per bambini.  Per gli adulti c’e’ la gastronomia locale fai-da-te per non morire di fame!

 

Scherzo.  I soci della nostra Pro-Loco sanno improvvisarsi bravissimi cuochi con delle deliziose grigliate.

 

Qui nel centro di Sarmede c’e un ponte sopra un ruscello e questa è una foto scattata alla Fiera del Teatro del 1999 dove il fiume è arredato con dei essere fiabeschi perché il tema quel anno fui quello dei folletti. Questo mi ha fatto tanto pensare a circa mezzo secolo fa quando io era bambina ed accompagnavo mia nonna a lavare i panni in questo stesso fiume… Lo ricordo come ieri… ma le cose erano ben diverse allora

 

CAPPELLA MAGGIORE

©Eva Ulian

 

copia di palio poster 08

 

 

Se Sarmede si può vantare della Mostra Nazionale dell’Illustrazione dei libri per l’infanzia e la molto goduta Fiera del Teatro, gli abitanti del mio paese vicinante non stano solo seduti li a guardare. 

 

Benché ogni centimetro di questa terra permea di storia, Cappella Maggiore veramente ha dei elementi tangibili storici ed archeologici per la quale vantarsi.  Uno di questi è la chiesa della Santa Trinità, abbastanza piccola per essere delle dimensioni di una cappella. 

 

Nel 2007, l’architetto Remo Serafin ed il gruppo archeologico scavando sotto tale fondazione è stata ritrovata la traccia di una chiesa più antica con  annessa parte della necropoli longobarda.  Ma non  solo, altra interessante scoperta è avvenuta sempre durante la rimozione delle macerie al di sotto dello strato di cemento, quando alcuni piccoli, a prima vista insignificanti, frammenti di argilla annerita hanno destato l’attenzione dell’ Architetto Remo Serafin.  Si è appurato trattarsi dei resti di un “pozzo di campana” (bell-pit), cioè una struttura anulare per la cottura degli stampi all’interno dello spazio liturgico ancora in costruzione e privo del tetto, secondo un rituale simbolico, con forte partecipazione della comunità  locale che interveniva a volte anche con il getto di piccoli monili d’oro o d’argento nella fusione di rame e stagno. Una volta effettuata la fusione della campana, tutte le strutture utilizzate venivano ricoperte dalla  pavimentazione definitiva della chiesa.   Per ulteriori informazioni:

 

http://www.freewebs.com/ars-eu/

 

1917-18 l’ANNO CHE DIEDE VIA AL ROMANZO DI’ HEMINGWAY- ADDIO ALLE ARMI

©Eva Ulian

 

 

 

 

Nel Aprile del 2008 Cappella Maggiore si fece notare anche per una manifestazione, abbastanza singolare.  I cittadini assieme ad altre associazioni misero in atto L’An della Fan, una manifestazione che fa rivivere l’anno 1917-18 al momento della disfatta di Caporetto.   Al in fuori di che il massacro lascio una profonda ferita nella storia d’Italia, quest’anno attrae la attenzione del scrittore americano, Ernest Hemingway, il quale giornalista era qui come autista d’ambulanza e scrisse “Addio alle Armi” basandosi sugli eventi tragici per l’Italia.

 

L’esercito italiano, principalmente artiglieri e alpine, uno di questi fu mio nonno, furono collocati lungo le montagne di confino fra le frontiere austriache-ungheresi-italiane- un triangolo sul fiume Isonzo, in un piccolo villaggio di nome Caporetto.  Dal inizio della guerra questo esercito aveva combattuto molte battaglie nel tentativo di allontanare le forze austriache-germaniche.  Il 24 ottobre 1917 le Forze nemiche fecero diversi attacchi a sorpresa e sconfigge l’esercito italiano completamente.  Solamente in una trincea ci furono i corpi di 3,000 soldati italiani.  Il risultato finale di questa battaglia di Caporetto costa al Italia 11 mila soldati morti, 19 mila feriti, 300 mila prigionieri, (del quale uno era mio nonno) e 400 mila dispersi.

 

Ciò che rimane del esercito italiano fu spinto in dietro verso l’Italia sui argini del Piave dove il massacro e confusione regnava suprema.  Era qui su questo luogo che il direttore Richard Attenborough mise in scena la sua famosa battaglia nel film “Love and War”  Questo lo so perche un mio amico, avendo un naso e baffi ben definiti fui sequestrato dal equipe mentre passeggiava sulle strade di Vittorio Veneto dove le scene d’amore venivano filmate nel ospedale, e lo misero nelle fumose, fangose trincee lungo il Piave e fece di lui un combattente. 

Subito dopo che l’esercito italiano fu sconfitto a Caporetto, le truppe straniere occuparono i villaggi lungo il Piave e Cappella Maggiore venne invasa dai profughi provenienti da queste zone occupate.  Gli abitanti lungo il fiume lasciarono i loro villaggi e presero rifugio nei campi profughi di Cappella Maggiore.  Naturalmente non c’era niente da mangiare per nessuno al in fuori cosa la terra poteva rendere e gli animali potevano dare se si trovava da cibarli. La fame era l’ordine del giorno in quel anno.

 

Ecco perche, 90 anni dopo quel evento la gente ha voluto ricrearlo- per non dimenticare.

 

Questi abitanti hanno fatto volare i aeri della Prima Guerra Mondiale, usarono i cavalli e carretti, utensili del epoca.  Si sono vestiti e pettinati come fecero la gente al inizio del secolo con le note gonne scure e lunghe, il fazzoletto nero in testa e il mantello o scialle con la tessitura a mano. 

 

C’erano i celebri soldati Alpini con le piume sul cappello e con i loro cavalli mentre la Fanteria non poteva mancare.  Gli abitanti portarono con se i loro veicoli, una bici, un carretto a mano e il porta secchio di legno intorno al collo. 

 

Uno può ben chiedersi cosa fa un rappresentante della Scozia insieme al Sindaco.  Semplicemente perche Earlstone, un paesino nella Scozia è gemellato con Cappella Maggiore.

 

Se non per un particolare tutta la messa in scena sembrava reale- era strano a trovare delle facce ben nutrite in un campo profughi.  Ma questa è la realtà di oggi.  Se uno patisce la fame al giorno d’oggi è perche non ha voglia di lavorare o è troppo drogato per farlo.  In una società di sostenimento come la nostra, non è colpa di nessuno se manca il pane quotidiano.

 

L’unici che realmente soffrono la fame al giorno d’oggi sono quelli dimenticati da tutti.

 

Quelli che vengano calpestati o si sfruttano a vicenda o dalle potenze mondiali inclusa la nostra.

 

Quelli sono i veri affamati. 

 

PALIO DELLE CONTRADE 2008

 

©Eva Ulian

 

palio 2008 standard

 

 

Ama il tuo prossimo- Mai così prima.

 

Faide, ostilità fra vicinanti?  Così è come Cappella Maggiore sistema le cose- con il Palio delle Contrade. Anch’esso ha i suoi origini in una faida fra vicinanti.  Ecco la storia.

 

Molti anni fa, prima che si eleggesse i sindaci,  il Signore Feudale di Cappella Maggiore ricevette dei reclami dai suoi soggetti che mancava l’acqua, e per di più i colpevoli di prelevare l’acqua furono gli abitanti del vicinante paese, Anzano.  Quindi mandò uno dei suoi ufficiali ad indagare nella faccenda per vedere dove era finita l’acqua.  L’ufficiale tornò e disse che in effetti gli abitanti dell’ paese confinante, Anzano, avevano rubato l’acqua.

 

“Proprio come pensavo!” disse il Signore Feudale e dichiarò la guerra contro di essi.

 

La guerra durò molti mesi con in fine la vittoria per gli abitanti di Cappella Maggiore.

Un giorno l’ufficiale stava facendo un giro intorno il paese e vidi dei bambini che imitavano dei soldati su cavalli di legno.

 

“Cosa state facendo?” chiese l’ufficiale

 

“Stiamo giocando alla guerra,”  disse loro.

 

L’ufficiale andò via e riportò quello che vidi all’ Signore.  Il Signore lo ascoltò e pensò per un po’.  Poi disse:

 

“Quei ragazzi hanno avuto una buona idea.  E’ ciò quello che faremmo anche noi.  Faremmo una gara di cavallo ogni anno così possiamo ricordarci di mai più fare la guerra fra di noi.”

 

E così fu.  Ogni anno, gli abitanti di ogni strada si vestano con i propri colori e  portando su una staffa il stemma della loro contrada sfilano fra le strade del centro fino al campo della gara.  Tutto questo accadde in una  calda  sera di mezza estate. 

 

 

spectators 1

 

 

La gara dei cavalli per se non è terribilmente importante, e comunque le foto della corsa al buio non vengano bene.  La cosa che vale la pena a dire è che queste persone hanno da verro il spirito della rivalità- ma solo per far si che la loro strada, i loro, stemmi e addobbi sono migliori di quelli della strada accanto. 

 

Dopo tutto quella energia che si impegna in questa attività, sfido chiunque a ricordarsi di cosa, inizialmente, si stava litigando.

 

ANZANO E LA CHIESA SENZA NOME

La Processione di Corpus Domini 2008

 

©Eva Ulian

 

procession poster

 

Ogni anno, tempo e governi permettendo, le chiese Cattoliche in tutto il mondo fanno la processione di Corpus Domini.  Questo significa che i ragazzi che hanno fatto la Prima Comunione nell’ anno corrente, vestiti con le loro tuniche bianche, cospargano petali di fiori di fronte il Santissimo Sacramento che viene portato in processione dal sacerdote. 

 

Con i cambiamenti nella chiesa, le congregazioni non così numerose come una volta e la mancanza di sacerdoti, le parrocchie si riuniscono per fare un singolo gruppo e le cerimonie vengano celebrate a turno nelle rispettive chiesi.  Nella nostra zona, la processione di Corpus Domini quest’anno, aspettava alla parrocchia di Anzano.

 

La messa fu allestita nel cortile dell’convento delle suore di Anzano, che è qualche contrada al di sotto della chiesetta.  E siccome avevo fatto le foto della cerimonia volevo archiviarle con la nomina della processione di Corpus Domini nella chiesa di… E qui mi sono dovuta fermare perche dopo tutto questo tempo aver vissuto di nuovo in Italia in effetti non sapevo il nome della chiesa di Anzano. 

 

Mi alzo e vado dai vicinanti.  Il nome della chiesa di Anzano?  E chi lo sa?  Prendo il telefono e chiedo ai miei amici che a me sembrano i più informati… però il nome della chiesa di Anzano e un totale mistero a tutti.  L’unica cosa da fare è rischiare una figuraccia e chiedere a chi è di dovere- il chiacchierone di turno. 

 

“Chi?” le chiese al mio interlocutore, “Vito, il Modesto?”  Santo cielo! Pensai fra me e me- che nome!

 

“No, non Vito il Modesto, ma Vito e Modesto.  Vito era una specie di ufficiale romano importante,” mi spiegò, “ma per non intimidire i paesani  prese un contadino fra di loro, lo chiamarono Modesto, lo fecero santo anche lui e lo misero a fianco al nome Vito.”

 

“Ah, ho capito,” le disse ma non avevo capito per niente.  Come si può creare un santo in due e due quattro e metterlo a nome di una chiesa… sempre se le informazione percepite erano esatte. 

 

Presi questa spiegazione un po’ così-così e decise di cercare chi in realtà fossero questi santi.  Trovai che il nome di Vito venne dal nome di un ragazzino di sette anni, Modesto era il su istruttore ma stranamente c’era anche una donna fra San Vito e Modesto, San Cresentia, la baia del piccolo Vito.  Adesso, se mi chiedete perche gli hanno fatti santi, non saprei proprio cosa dire, so solo che il giorno festivo dei Santi Vito, Modesto e Cresentia è il giorno 15 giugno.  Non so se questo vale anche per la chiesa di Anzano dato che si chiama San Vito e Modesto senza la Cresentia.  Approposito San Vito viene invocato nei casi di nervosismo.  Bene a saperlo. 

 

the small village church stands on a hill